Ci sono paesi che guardano al mare e paesi che guardano alla terra. Ferreries guarda alla terra, e per questo conserva qualcosa che sulla costa si è andato diluendo: il polso dei mestieri. Qui, in uno dei paesi più alti dell’entroterra di Minorca, intorno ai centoquaranta metri, il paesaggio non è di sabbia e turchese ma di campagna ondulata, muri a secco e botteghe dove ancora si lavora a mano il cuoio, il vimini e l’argilla.

È un luogo che si capisce lentamente. Non ha la cartolina evidente delle cale del sud né il fronte marittimo dei paesi di pescatori; ha, invece, un’autenticità meno fotogenica e più profonda, quella di chi fabbrica invece di esporre. Capitale dell’artigianato vivo dell’isola e punto di riferimento per le calzature e la pelletteria minorchine, Ferreries è la Minorca che produce, non solo quella che si contempla.

Eppure, il mare non è mai lontano. Dal paese parte il Barranc d’Algendar, una valle verde e umida che scende verso sud fino a morire a Cala Galdana. Questa doppia natura — terra di mestieri in alto, burrone che scende al mare — è ciò che rende Ferreries una tappa di criterio.

L’essenziale

  • Dove: entroterra di Minorca, nella fascia ovest-centro; uno dei paesi situati alla maggiore altitudine dell’isola, intorno ai 140 m.
  • La sua fama: capitale dell’artigianato vivo e punto di riferimento per le calzature e la pelletteria minorchine, con una lunga tradizione di mestieri.
  • Imperdibile: il Mercat Artesà i Agroalimentari in Plaça d’Espanya il sabato mattina (conviene confermare l’orario a seconda della stagione).
  • Natura: il Barranc d’Algendar, burrone verde con torrente e sentieri a piedi e in bici che si collegano al Camí de Cavalls (GR-223, ~185 km) verso Cala Galdana.
  • Cale vicine: Cala Galdana, Cala Mitjana e Mitjaneta, alla fine del burrone e nei suoi dintorni.
  • Carattere: paese laborioso, sereno, di entroterra; nessun trambusto costiero.

Perché fermarsi in un paese dell’entroterra?

Perché Minorca non è solo il suo litorale, e chi vede solo cale si perde metà dell’isola. Ferreries offre l’altra Minorca: quella della campagna, dei mestieri e di un ritmo che non dipende dalla stagione balneare. È un paese che vive dodici mesi l’anno e che, per la sua altitudine e la sua posizione nel centro-ovest, funziona anche come base comoda per muoversi tra il nord e il sud.

La sua scala invita a percorrerlo a piedi: la piazza, le vie in salita, le botteghe e i negozi dove il prodotto locale non è un richiamo da souvenir, ma il lavoro di tutta una vita. Non c’è una lista di monumenti da spuntare. Il piano è un altro: lasciarsi portare dal polso del paese e, se coincide, da quello del burrone.

Il mercato artigiano del sabato

Se c’è un momento per conoscere Ferreries, è il sabato mattina, quando la Plaça d’Espanya si riempie con il Mercat Artesà i Agroalimentari. Qui si concentra ciò che il paese sa fare: bigiotteria, ceramica, cesteria di vimini, cuoio, saponi e calzature, insieme a prodotti agroalimentari dell’isola. È un mercato di mestiere, non di paccottiglia; il posto dove vedere da vicino perché Ferreries si è guadagnata la sua fama.

Conviene confermare l’orario a seconda della stagione, perché può variare durante l’anno. Il consiglio è semplice: andarci senza fretta, guardare con calma, parlare con chi sta dietro a ogni bancarella. L’artigianato minorchino si apprezza meglio quando si capisce da dove viene.

Mestieri ancora vivi: cuoio, vimini e argilla

Ciò che distingue Ferreries è che l’artigianato qui non è uno scenario per turisti, ma un’attività economica reale. Il cuoio e la pelletteria hanno una tradizione propria, legata alla calzatura minorchina; il vimini si continua a intrecciare in cesteria; e l’argilla si lavora in ceramica d’uso e decorazione. Sono mestieri che chiedono tempo, mani e pazienza — esattamente il contrario della produzione in serie.

Per il viaggiatore di criterio, questo si traduce in qualcosa di concreto: comprare qui un pezzo di cuoio, un cesto o una ceramica significa portarsi via un oggetto con origine e storia, non un souvenir intercambiabile. Il lusso tranquillo è anche questo: sapere cosa si compra e da chi.

Il Barranc d’Algendar: la porta verde verso il mare

Da Ferreries parte uno dei paesaggi più singolari di Minorca: il Barranc d’Algendar, un burrone profondo e verde che scende verso sud. È una valle umida, con torrente, vegetazione rigogliosa e un microclima che contrasta con la terra secca di sopra. Vi scendono sentieri a piedi e in bici che si collegano al Camí de Cavalls, il sentiero storico che circonda tutta l’isola — il GR-223, di circa 185 chilometri — e che in questo tratto conduce fino al mare, a Cala Galdana.

La costa del sud di Minorca vista dal Camí de Cavalls, nella sua discesa da Ferreries verso il mare.
Un tratto del Camí de Cavalls, che da Ferreries scende attraverso il burrone fino al mare. · Foto: Pelayo Arbués / Unsplash

È un percorso da fare con calma, con calzature comode e acqua, godendo del passaggio dalla terra al mare. Se vuole capire questo sentiero prima di calpestarlo, glielo raccontiamo nel dettaglio nella nostra guida del Camí de Cavalls.

Le cale dei dintorni: Galdana, Mitjana e altre

Alla fine del burrone e nei suoi dintorni attende la costa sud. La più conosciuta è Cala Galdana, chiamata “la perla del sud”: una baia ampia e turchese, abbracciata da pineta e scogliere, e l’unica cala della zona con un certo sviluppo e servizi. È la porta d’ingresso comoda al sud di Ferreries.

A poca distanza, e già senza urbanizzazione, si trovano Cala Mitjana e Mitjaneta, due arenili più raccolti e selvaggi che si raggiungono a piedi. Qui conviene una cautela onesta: i confini comunali di alcune cale di questa fascia, verso Macarella e Mitjana, sono discutibili tra Ferreries e Ciutadella, quindi più che attribuirle a un comune, ciò che conta è che fanno parte dello stesso ambiente di costa sud a cui Ferreries dà accesso. Se pianifica una giornata di cale, troverà la nostra selezione nella guida delle migliori cale di Minorca.

Quando andare e come viverlo?

Ferreries si gode tutto l’anno, e proprio per il suo carattere di entroterra regge bene la bassa stagione: il mercato, le botteghe e il burrone non dipendono dal caldo estivo. La primavera e l’autunno sono ideali per camminare il burrone con temperatura gradevole; il sabato mattina è il momento del mercato; e le cale chiedono, come in tutto il sud, di arrivare presto d’estate.

Per la sua posizione centrale e sopraelevata, è inoltre un buon punto da cui organizzare la giornata: in alto il paese e i suoi mestieri, in basso il mare attraverso il burrone.

Il nostro punto di vista

A Ferreries non si viene a spuntare cartoline, ma a capire una Minorca che lavora. Il nostro consiglio: arrivi un sabato mattina per il mercato, dedichi un po’ di tempo a guardare davvero l’artigianato — il cuoio, il vimini, la ceramica — e riservi il pomeriggio al burrone, scendendo un tratto del Camí de Cavalls verso Cala Galdana.

È il lusso tranquillo inteso dalla terra: mestieri che chiedono tempo, una valle verde che scende al mare e la soddisfazione di portarsi via qualcosa fatto a mano. L’isola che produce, non solo quella che si fotografa.