Tenerife ha due siti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il primo è il Teide, visibile da quasi ogni punto dell’isola. Il secondo si trova nell’entroterra, su un altopiano spesso avvolto dalle nuvole, e quasi nessuno lo mette al primo posto: San Cristóbal de La Laguna, iscritta il 4 dicembre 1999.

Non c’è un monumento che la riassuma. Ciò che l’UNESCO tutela è la pianta: il modo in cui le sue strade furono tracciate più di cinque secoli fa, e il fatto che, nella sostanza, sia ancora lì.

Una città pensata per non difendersi

Dopo la conquista dell’isola, alla fine del Quattrocento, La Laguna venne fondata nell’entroterra, lontano dalla costa. La parte bassa, la cosiddetta Villa de Abajo, fu tracciata nel 1498 a scacchiera: strade diritte, isolati regolari, piazze aperte. E niente mura.

È proprio questa assenza a renderla unica. L’Università di La Laguna la descrive come la prima città coloniale non fortificata che conservi quasi intatto il tracciato originale, e la presenta come modello di molte città americane fondate in seguito. Va letto con la giusta cautela: è un’interpretazione molto diffusa tra storici e divulgatori, non una discendenza dimostrata strada per strada. Ma basta camminare per La Laguna e poi per il centro di una città coloniale dei Caraibi per capire perché lo si dice.

Dell’altro Patrimonio dell’Umanità dell’isola parliamo in perché il Teide è patrimonio mondiale.

Come percorrerla

A piedi, meglio di primo mattino o quando il pomeriggio declina. Il centro storico è in gran parte pedonale e pianeggiante, quindi la passeggiata non stanca: si scivola da una strada all’altra quasi senza accorgersene.

Calle San Agustín ne è la spina dorsale. Lungo il suo percorso compaiono case signorili, il Palacio Lercaro, che oggi ospita il Museo di Storia e Antropologia di Tenerife, e le rovine della chiesa di San Agustín. In fondo, la chiesa della Concepción, con la torre visibile da lontano e un soffitto ligneo di tradizione mudéjar; è considerata la prima chiesa fondata sull’isola.

La Cattedrale di Nuestra Señora de los Remedios ha un’altra storia: per secoli fu chiesa parrocchiale e divenne cattedrale solo all’inizio dell’Ottocento, con la nascita della diocesi. La facciata è neoclassica e l’interno fu ricostruito nel Novecento.

I balconi in legno sono il dettaglio che La Laguna ripete di più e quello che meglio la definisce: case basse attorno a un patio, balconi sporgenti, grandi portoni che, se socchiusi, lasciano intravedere un giardino.

Una città, non un museo

La Laguna non si è fermata per il visitatore. È una città universitaria, e lo si nota nei tavolini all’aperto, nelle librerie e nel ritmo della sera. Residenti di sempre, studenti e uffici condividono gli stessi edifici che ne custodiscono il valore. Ciò che si tutela non è una scenografia: è una città che si continua a vivere come fu pensata.

Per questo il modo migliore di vederla è con pochi programmi. Una mattina per camminare, un caffè in piazza, un museo se ne ha voglia. E poi tornare a un’altra ora: con la nebbia, la città cambia del tutto.

Come arrivare

La Laguna dista pochi chilometri da Santa Cruz ed è vicinissima all’aeroporto di Tenerife Nord. Da Santa Cruz il modo più comodo è la linea 1 del tram, che collega le due città e lascia a pochi passi dal centro storico. In auto, conviene parcheggiare fuori dal centro e proseguire a piedi.

Per tutto il resto su come spostarsi nell’isola, la nostra guida muoversi a Tenerife.

Quando andare

In qualsiasi stagione. Fa più fresco e c’è più umidità che sulla costa sud, quindi porti uno strato in più anche d’estate. A luglio la città celebra la Romería de San Benito Abad, una delle feste di Tenerife che meglio raccontano l’isola. Se viaggia a giugno, la tradizione dei tappeti del Corpus Domini a La Orotava è a mezz’ora di auto.

Il nostro criterio

Raccontiamo ciò che l’UNESCO tutela e ciò che chiunque può vedere camminando. Le date di iscrizione, del tracciato e della cattedrale provengono dall’università, dai media pubblici canari e da guide del patrimonio; gli orari di musei e chiese cambiano, quindi li verifichi prima di andare (dati di ottobre 2026).