Ci sono calette che si vedono dall’auto e calette che bisogna guadagnarsi. Cala Pregonda appartiene alle seconde, ed è proprio in quella esigenza il suo segreto. Nessun asfalto arriva fino a lì: per mettere piede sulla sua sabbia bisogna parcheggiare a Binimel·là, attraversare una prima spiaggia e seguire il Camí de Cavalls per circa trentacinque minuti, con il sole del nord come testimone. Lo sforzo è modesto, ma sufficiente a filtrare la fretta. Quando finalmente si apre il paesaggio, si capisce perché in tanti la considerano la caletta più iconica della tramuntana minorchina.
E infatti Pregonda non somiglia alla cartolina caraibica che molti si aspettano da Minorca. La sua sabbia ha un tono dorato e rossastro, quasi ramato, frutto della roccia ferruginosa che la circonda. Davanti alla riva emergono isolotti che danno all’insieme un’aria irreale, quasi marziana, contro un’acqua di un turchese che sembra impossibile in un tale scenario. È il nord selvaggio allo stato puro: il volto antico e fiero dell’isola, quello che resta vergine proprio perché nessuno può arrivarci in auto.
L’essenziale
- Dove: costa nord di Minorca, comune di Es Mercadal. Si accede dalla strada di Fornells con deviazione verso Cavalleria e Binimel·là.
- Accesso a Pregonda — solo a piedi: si parcheggia nel parcheggio gratuito di Binimel·là, si attraversa la spiaggia di Binimel·là e si segue il Camí de Cavalls per circa 35 minuti. Non c’è accesso in auto.
- Servizi a Pregonda: nessuno. È una caletta vergine, senza chiringuito, senza ombrelloni, senza docce né cestini.
- Servizi a Binimel·là: ha parcheggio e, secondo la stagione, a volte chiringuito. Nelle vicinanze c’è anche Cala Mica.
- Quando: maggio, giugno e settembre sono i mesi ideali; ad agosto, nelle prime ore del mattino.
- Il vento: è costa di tramuntana; con vento forte da nord il mare s’ingrossa. Quel giorno, meglio il sud.
Come si arriva: il Camí de Cavalls da Binimel·là
Il punto di partenza è sempre Binimel·là. Da Es Mercadal si prende la strada di Fornells e, prima di arrivare al paese, si svolta verso la deviazione di Cavalleria e Binimel·là per una strada stretta che termina nel parcheggio gratuito della spiaggia. Fin qui arriva l’auto; da qui in poi, solo i piedi.
Una volta a Binimel·là, bisogna attraversare la spiaggia stessa e cercare, alla sua estremità, il sentiero che sale verso ovest. È un tratto del Camí de Cavalls, lo storico cammino che circonda tutta l’isola. In circa trentacinque minuti di passeggiata tra roccia, macchia bassa e vedute aperte sul mare si arriva a Pregonda. Il tragitto non presenta grande difficoltà, ma conviene sapere che parte del tratto finale attraversa un terreno privato: bisogna rispettare scrupolosamente la segnaletica, le chiusure e i passaggi indicati. Quell’equilibrio tra pubblico e privato è proprio ciò che ha mantenuto la caletta com’è.
Non è una camminata banale sotto il sole di mezzogiorno. Non c’è quasi ombra sul sentiero né acqua da comprare lungo tutto il percorso, quindi scarpe chiuse, acqua abbondante e protezione solare non sono opzionali. Fanno parte del patto.
Quando andare
I mesi migliori per Pregonda sono maggio, giugno e settembre: la luce è limpida, l’acqua è già tiepida e l’affluenza è moderata. In quelle settimane la camminata diventa piacevole e la caletta si gode senza affanni. Ad agosto, l’unica fascia davvero tranquilla è la prima ora del mattino; se si arriva presto, la ricompensa è una caletta quasi tutta per sé e un mare fermo e trasparente.
Il fattore decisivo, tuttavia, è il vento. Pregonda guarda a nord e, quando soffia forte la tramuntana, il mare s’ingrossa, l’acqua s’intorbidisce e la sabbia vola. La regola locale è semplice e vale oro: giorno di vento da nord, spiaggia del sud; giorno di calma, il nord è un regalo. Conviene sempre verificare le previsioni prima di caricarsi di tutto e mettersi in cammino.
Cosa troverà
Per prima cosa, quel paesaggio che non sembra mediterraneo: sabbia dorata-rossastra, isolotti stagliati sull’acqua e formazioni di roccia antica che il vento ha scolpito per millenni. È uno scenario fotogenico fino all’improbabile, ma il suo vero lusso è un altro: l’assenza. Non c’è musica, non ci sono file di lettini, non ci sono chioschi. C’è spazio, silenzio e tempo.
Proprio per questo conviene scendere autosufficienti: acqua abbondante, cibo o picnic, ombra propria e un sacchetto per riportare indietro i rifiuti. Ciò che entra a Pregonda, esce con chi lo ha portato. Nelle giornate di calma, lo snorkeling nelle zone rocciose alle estremità è spesso eccellente, e la luce del pomeriggio — se si regge il cammino di ritorno con il sole basso — accende la sabbia di toni ramati che restano nella memoria.
Se la camminata si fa lunga, o se si viaggia con bambini o con poco tempo, Binimel·là è un’alternativa più che dignitosa: sabbia scura, parcheggio a 10 minuti a piedi e, secondo la stagione, qualche servizio. È inoltre la porta d’ingresso a Pregonda, quindi molti vi si stabiliscono come base e decidono sul momento se intraprendere o no la passeggiata. Molto vicino si trova Cala Mica, un altro angolo per allungare la giornata nel nord.
Come prendersene cura
Che Pregonda continui a essere ciò che è non è un caso: è il risultato del fatto che molte persone la trattano bene. La caletta non ha servizio di pulizia, quindi ogni visitatore è responsabile della propria traccia. Non si raccolgono sabbia né pietre, non si accende il fuoco e non si abbandona nulla, nemmeno ciò che sembra innocuo.
L’altro gesto imprescindibile è rispettare il terreno privato del tratto finale del sentiero: attenersi ai passaggi segnalati, non aprire chiusure né tagliare per i campi. L’accesso a un luogo così è un privilegio fragile, e si conserva trattandolo con la stessa calma con cui vi si cammina. E, per sicurezza, buon senso con il mare: se c’è bandiera rossa o mare mosso per la tramuntana, meglio non entrare; le correnti del nord non si improvvisano.
Per continuare a scoprire questa costa, vale la pena leggere la nostra guida sulle calette del nord che custodiscono ancora il silenzio e, per concludere la giornata con qualcosa di ben fatto, la sosta a Fornells, il paese di pescatori del nordest.
Il nostro criterio
Pregonda è, per noi, il nord di Minorca riassunto in un’unica caletta: la sabbia impossibile, gli isolotti, il cammino che bisogna guadagnarsi e l’assenza di tutto il resto. Se si può vedere una sola spiaggia della tramuntana, questa è la scelta sicura. Ma il consiglio di fondo non è una destinazione, è un modo di andarci: uscire presto, caricarsi di acqua e ombra, guardare prima le previsioni del vento e accettare che non ci sarà nulla di allestito all’arrivo.
Chi cerca la comodità del chiringuito troverà a Binimel·là una base amichevole e onesta. Chi cerca quel silenzio raro e il paesaggio che non sembra di qui, si calzi bene e cammini i trentacinque minuti. Pregonda non si visita di fretta: premia chi si alza presto, chi rispetta il sentiero e chi sa restare fermo un momento ad ascoltare il mare del nord.