Se esiste un’immagine che riassume Minorca in un solo colpo d’occhio, è questa: un ferro di cavallo di sabbia bianca, un’acqua turchese che sembra dipinta e una pineta che scende fino a toccare la riva. Cala Macarella, sulla costa sud, è la cartolina dell’isola — quella che illustra dépliant, sfondi e sogni d’estate — eppure, arrivarci oggi richiede un po’ di criterio e un pizzico di logistica. Quell’attrito, lungi dall’essere un problema, è ciò che la mantiene com’è.

A pochi minuti a piedi, nascosta dietro uno sperone di roccia e pino, aspetta Macarelleta: la sorella minore, più raccolta e intima, senza un solo servizio. Insieme formano uno di quegli angoli del sud minorchino che conviene visitare bene, senza fretta e sapendo in anticipo dove si va. Questa è la guida ragionata per farlo con calma.

L’essenziale

  • Dove: costa sud di Minorca, vicino a Ciutadella e Ferreries; Macarella e, adiacente, Macarelleta.
  • Accesso d’estate: dal 1° giugno al 30 settembre l’auto è vietata (restrizione in vigore dal 2018). Si arriva in autobus da Ciutadella o a piedi lungo il Camí de Cavalls da Cala Galdana.
  • Quando: maggio, giugno e settembre sono ideali; in piena estate, solo alla prima ora del mattino.
  • Servizi: Macarella ha un chiringuito/ristorante; Macarelleta non ne ha nessuno — né bar, né ombra, né cestini — e c’è tolleranza naturista.
  • Come averne cura: porti acqua, cibo, ombra propria e un sacchetto per i suoi rifiuti; rispetti l’ambiente protetto.
  • Regola d’oro: arrivi presto, sempre. A metà mattinata la cala respira già diversamente.

Come si arriva d’estate (attenzione: non in auto)

Questo è il dato che più viaggiatori ignorano, e quello che evita più delusioni conoscerlo: dal 1° giugno al 30 settembre non si può accedere in auto a Macarella. La restrizione è in vigore dal 2018 e viene applicata con rigore per tutta l’alta stagione. Non c’è un parcheggio accanto alla cala che “si riempie presto”: semplicemente, il veicolo privato non entra.

In stagione, il modo naturale di arrivare è l’autobus da Ciutadella, gestito da Autocares Torres (e-Torres), che parte da un parcheggio di scambio con numerose corse giornaliere. L’alternativa, per chi ama camminare, è parcheggiare a Cala Galdana e percorrere circa 2,8 km lungo il Camí de Cavalls, lo storico sentiero che costeggia l’isola: una passeggiata tra pini e scogliere con viste che valgono già il viaggio.

Una nota importante di pianificazione: le date esatte e le frequenze dell’autobus cambiano ogni stagione. Prima di partire, confermi gli orari aggiornati sui siti ufficiali (cime.es ed e-torres). Anche alzarsi presto gioca a suo favore qui: i primi autobus sono i più comodi e lasciano la cala quasi tutta per lei.

Quando andare

Come quasi tutto il sud di Minorca, Macarella dà il meglio di sé a maggio, giugno e settembre: l’acqua già si scalda, la luce è pulita e l’affluenza è molto più sopportabile. Sono i mesi in cui la cala assomiglia davvero alla sua fotografia.

In piena estate, l’unica ora tranquilla è la prima del mattino. Arrivi presto — prima che inizino le ore centrali — e avrà quella sabbia bianca e quell’acqua ferma quasi tutta per sé; da mezzogiorno in poi, anche questo angolo celebre si riempie. La ricompensa di alzarsi presto qui non è solo di spazio: è di colore, di silenzio e di poter sentire il mare prima delle voci.

Cosa troverà: due cale sorelle, molto diverse

Conviene non confonderle, perché offrono esperienze diverse.

Cala Macarella è la grande: il classico ferro di cavallo di sabbia bianca e pineta, con un chiringuito/ristorante dove prendere qualcosa e una certa vita durante il giorno. È l’opzione comoda, quella che permette di passare l’intera giornata senza aver dovuto portare tutto.

Macarelleta è la piccola e raccolta, separata dalla sorella da un breve sentiero. Si arriva in circa 10-15 minuti a piedi lungo il Camí de Cavalls, un tratto tra roccia e pini che sale e scende con viste magnifiche. Qui non c’è alcun servizio — né chiringuito, né ombra facile, né cestini — e c’è tolleranza naturista. È più intima, più selvaggia e, per molti, la più bella delle due. La regola pratica è semplice: se vuole comodità, Macarella; se cerca raccoglimento, Macarelleta, ma scenda autosufficiente.

Cala Macarelleta, la sorella minore e raccolta di Macarella, con acqua turchese e pini nel sud di Minorca.
Macarelleta: la sorella minore, più intima e senza servizi, a una breve passeggiata da Macarella. · Foto: Pelayo Arbués / Unsplash

Cosa portare (e come averne cura)

Che Macarella abbia un chiringuito non significa che ci si debba andare alla cieca, e per Macarelleta la previdenza è direttamente obbligatoria. La lista minima sensata:

  • Acqua, tanta: soprattutto se pensa di passare a Macarelleta, dove non c’è dove comprare nulla.
  • Cibo o picnic: trasforma la giornata in qualcosa di più rilassato e, nella cala piccola, è indispensabile.
  • Ombra propria: ombrellone leggero, perché quella naturale scarseggia e si occupa presto.
  • Scarpe da cammino: il tratto del Camí de Cavalls tra le due cale non è da infradito.
  • Un sacchetto per i suoi rifiuti: ciò che entra, esce con lei. A Macarelleta non c’è servizio di pulizia.

Si trova in un ambiente protetto del sud minorchino, fragile e molto visitato. Non lasciare traccia non è una formalità: è ciò che permette alla cala di continuare a meritare il viaggio anche tra dieci anni. L’accesso limitato d’estate va nella stessa direzione — prendersi cura del luogo, non punire il visitatore —, e si capisce meglio quando lo si percorre a piedi.

Come si inserisce in una buona giornata al sud

Macarella non si visita isolata. Si combina molto bene con il resto del sud: può concatenarla con altre delle migliori cale di Minorca se dispone di più giorni, o trasformare l’arrivo stesso in un programma camminando un tratto del Camí de Cavalls da Cala Galdana. E se vuole concludere la giornata con criterio, Ferreries è molto a portata di mano: il suo artigianato e il suo burrone sono la tappa perfetta di ritorno, lontano dal trambusto della costa.

La mossa intelligente, in stagione, è pensare la giornata al contrario della maggior parte delle persone: uscire presto, lasciare l’auto dove va lasciata, arrivare presto alla cala e riservare il pomeriggio — quando tutto si riempie — per l’interno dell’isola.

Per inserire Macarella nel resto del viaggio — e verificare quale costa resta riparata il giorno in cui va — ha due strumenti a portata di mano:

Il nostro criterio

Se può vederne solo una, non si lasci ingannare dalla fama: Macarella è la cartolina, ma Macarelleta è quella che resta con lei. Scenda alla grande per mangiare qualcosa e godersi la comodità, e si conceda la passeggiata di un quarto d’ora fino alla piccola per capire perché mezza isola la considera la sua cala preferita.

Ma il vero consiglio non è scegliere la cala, è scegliere il momento. Macarella ad agosto a mezzogiorno è un posto splendido pieno di gente; Macarella alle nove del mattino è uno dei luoghi più sereni del Mediterraneo. La differenza non la fa il denaro né la fortuna: la fa alzarsi presto, accettare che l’auto resti fuori e lasciare che il sud minorchino imponga il suo ritmo. Chi lo capisce, si porta a casa la vera cartolina.