C’è una Minorca serena, di cale e silenzi, e c’è un giorno all’anno in cui l’isola esplode. Le feste di Sant Joan di Ciutadella, intorno al 23 e 24 giugno, sono la celebrazione più antica, più intensa e più emblematica di Minorca: centinaia di cavalli, cavalieri vestiti di gala, una folla in delirio e un rituale che si ripete, quasi identico, da secoli. Non è uno spettacolo per turisti; è l’identità di un popolo, aperta a chi vuole viverla con rispetto.

Chi le vede per la prima volta non le dimentica. Il jaleo — i cavalli neri che si impennano sulle zampe posteriori tra la gente — è una delle immagini più potenti del Mediterraneo. Questa guida spiega cosa si celebra, chi è chi e come goderselo senza stonare.

L’essenziale

  • Quando: i giorni clou sono il 23 (vigilia) e 24 giugno (Sant Joan). Nel 2026, il Dia des Be apre le feste domenica 21 giugno.
  • Dove: Ciutadella, nell’ovest dell’isola. Le strade del centro sono il palcoscenico.
  • Il protagonista: il cavall menorquí (cavallo minorchino), nero e nervoso, e i suoi cavalieri.
  • Il momento clou: il jaleo, quando i cavalli si alzano su due zampe circondati dalla gente.
  • La bevanda: la pomada (gin dell’isola con limonata), ben fredda.
  • Avviso: è affollata e intensa; consulti il programma ufficiale dell’anno e viva il jaleo con prudenza.

Una festa con secoli di storia

Sant Joan non è una festa qualunque: è un rituale dalle radici medievali che mette in scena, a cavallo, la società dell’antica Ciutadella. Tutto ruota intorno alla qualcada, il corteo a cavallo che percorre la città guidato dagli ordini tradizionali. Ogni cavaliere — i caixers — rappresenta un gruppo sociale:

  • Il caixer capellà (la Chiesa), che presiede a cavallo.
  • Il caixer senyor (la nobiltà).
  • I caixers pagesos (i contadini, la campagna), eletti ogni anno.
  • Il caixer casat e il caixer fadrí (artigiani e piccoli mestieri).
  • Il caixer batle, in rappresentanza del popolo.

È, in fondo, una fotografia viva della Minorca antica, mantenuta con una fedeltà sorprendente. Per questo conviene guardarla con gli occhi di chi assiste a qualcosa di serio, non a un semplice show.

Il jaleo: il cuore della festa

Se Sant Joan ha un istante che la riassume, è il jaleo. Al ritmo della musica tradizionale, i cavalli — più di un centinaio nel corso della festa — si aprono un varco tra una folla che si accalca intorno a loro e, nel momento culminante, si impennano sulle zampe posteriori. La tradizione vuole che toccare il cuore del cavallo mentre è alzato porti fortuna, e la gente allunga le mani per riuscirci.

Un caixer vestito di gala, in sella al suo cavallo minorchino tra la gente, durante le feste di Sant Joan de Ciutadella.
I caixers, cavalieri che rappresentano gli ordini dell'antica Ciutadella, sono l'anima della qualcada. · Foto: Orruza1983 / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

È bellissimo ed è anche intenso e rischioso: ci sono spintoni, caldo e molta emozione. Lo viva con la testa — attento al cavallo, senza metterlo alle strette, rispettando l’animale e i cavalieri —. L’eleganza, qui, è godersi lo spettacolo senza intralciare.

Gli altri riti da non perdere

Sant Joan è molto più del jaleo:

  • Dia des Be: la domenica precedente (nel 2026, il 21 giugno), un uomo vestito con pelli di agnello — l’homo des be — percorre la città annunciando le feste. È il colpo di pistola di partenza.
  • Caragol des Born: i cavalli girano e si muovono nella grande plaça des Born, uno dei momenti più fotografati.
  • Jocs des Pla: giochi equestri tradizionali con canne e piccoli scudi.
  • La polvere da sparo finale: i fuochi d’artificio che chiudono la celebrazione.

La pomada, il sapore della festa

Non c’è Sant Joan senza pomada: la miscela di gin dell’isola — tradizionalmente lo storico Gin Xoriguer, ereditato dall’epoca britannica — con limonata, servita molto fredda. È rinfrescante e ingannevolmente facile da bere, quindi si impone la moderazione: la festa è lunga e il sole di giugno è intenso. La beva piano, come tutto il buono dell’isola.

Come viverle (consigli pratici)

  • Arrivi con tempo e a piedi. Il centro si chiude e si riempie; l’auto è un ostacolo. Parcheggi lontano o usi un transfer.
  • Calzature chiuse e abiti comodi. Starà in piedi molte ore, tra la gente.
  • Rispetti i cavalli. Non li tocchi senza criterio né li metta alle strette; sono animali in piena tensione.
  • Moderi la pomada e si idrati: fa caldo e la giornata è una maratona.
  • Consulti il programma ufficiale dell’Ajuntament de Ciutadella per date e orari esatti dell’anno, pubblicati ogni stagione.

Il nostro criterio

Sant Joan è la prova che la Minorca tranquilla sa anche ardere. Se coincide con le feste, non le veda da lontano come un numero turistico: si avvicini con rispetto, capisca cosa rappresentano i caixers, si lasci mettere la pelle d’oca dal jaleo e brindi con una pomada a una tradizione che l’isola ha saputo custodire intatta.

E un consiglio di fondo: vada senza fretta e senza auto, si lasci portare dalla folla con la testa e conservi le forze per la notte. È il volto più vibrante di un’isola che quasi sempre parla a voce bassa — e proprio per questo, quando grida, emoziona così tanto.