C’è una conversazione che si ripete ogni estate a Ibiza, e riguarda il parcheggio. Fare tre giri attorno a una cala, la salita a piedi con il frigo portatile, arrivare alle undici e non trovare più posto. L’isola ha un collo di bottiglia, e non è la distanza: sono gli ultimi duecento metri.

Dall’acqua quel problema non esiste. Ed è questo, più di ogni altra cosa, a rendere una giornata in barca a Ibiza qualcosa di diverso da un capriccio.

L’essenziale

  • Le cale migliori della costa ovest non hanno parcheggio, hanno un ancoraggio. Diverse non hanno proprio accesso stradale.
  • Es Vedrà si capisce solo di fronte, e di fronte lo si vede soltanto dal mare.
  • Formentera si raggiunge unicamente via acqua: non ha aeroporto.
  • L’ora decide tutto: mattina presto per il mare piatto e le cale vuote; tardo pomeriggio per la luce di ponente.

Che cosa cambia

La costa ovest di Ibiza è quella buona, ed è disposta — senza volerlo — per essere vista dall’acqua. Fra Cala Comte e Cala Salada si susseguono piccole insenature, alcune senza strada, dove l’acqua ha quel colore che compare in tutte le fotografie e che da terra bisogna guadagnarsi con fila e salita.

Da una barca si cambia cala in venti minuti. Si mangia all’ancora. E si arriva all’ora giusta dove si vuole, che a Ibiza è quasi sempre il tardo pomeriggio.

C’è poi il caso di Es Vedrà. Dai belvedere della strada lo si vede di lato e lo si fotografa bene. Dall’acqua lo si vede di fronte, e allora la scala torna: 380 metri che escono dal mare quasi senza base. È la differenza fra guardare una cartolina ed esserci davanti.

A nord, Portinatx e le cale di quella punta si comportano allo stesso modo: via terra arrivano in pochi e l’ancoraggio è vuoto a metà mattina.

La giornata a Formentera

È l’uscita che più si ripete, e a ragione. Formentera non ha aeroporto: ci si arriva via mare, punto. C’è un traghetto regolare dal porto di Ibiza, e anche transfer e noleggi privati che fanno la traversata e aspettano.

Ciò che cambia rispetto al traghetto con tutti gli altri è l’ora: una barca propria permette di essere sull’isola presto e di ripartire quando l’ultimo traghetto è già passato. Se lo fa, legga prima come funzionano l’arrivo e gli spostamenti a Formentera: c’è una limitazione dei veicoli e conviene saperlo.

Il porto, che fa parte anch’esso

Il porto di Ibiza di notte, con Dalt Vila illuminata dietro e le grandi barche ormeggiate ai piedi delle mura, è una delle immagini dell’isola. Non serve salire su nessuna: la passeggiata è pubblica e la vista pure. E sopra si erge Dalt Vila, che si percorre a piedi e non costa nulla.

Quando, e con che criterio

  • Mattina presto per il mare piatto e le cale vuote.
  • Tardo pomeriggio per la costa ovest, quando si gira verso il sole.
  • Mezzogiorno d’agosto è il momento peggiore possibile: massimo caldo, massima gente e massimo rumore di motore negli ancoraggi.
  • Se resta solo due o tre giorni probabilmente non conviene; dal quarto, sì.

Il nostro parere

Il lusso a Ibiza non è la barca: è scegliere l’ora. Poter stare in una cala alle nove del mattino o alle sette di sera — le due ore in cui l’isola è esattamente ciò che promette — invece che alle due del pomeriggio, quando la vede quasi tutto il mondo.

Ci si riesce anche senza barca, alzandosi molto presto e con pazienza. Dall’acqua ci si riesce tutti i giorni e senza litigare per un posto. Questa è la differenza vera, ed è quella che merita di essere pagata.

Gli accessi, l’assenza di aeroporto a Formentera e i dati dei luoghi citati provengono dalle nostre schede, verificate il 21 settembre 2026. Questa guida non raccomanda alcuna società di noleggio in particolare e non fa pagare la presenza.