C’è un modo rapido per capire se una destinazione prende sul serio la propria cucina: contare quante tavole di alta cucina restano aperte fuori stagione. Maiorca ne regge undici con stella, e ha qualcosa che nessun’altra isola delle Baleari possiede: un due stelle.
Non è un’isola con una sola città gastronomica. È una mappa.
L’essenziale
- Undici ristoranti stellati nella Guida Michelin 2026.
- Un unico due stelle in tutte le Baleari: Voro, a Canyamel.
- Quattro stelle verdi, il riconoscimento per la sostenibilità: Terrae, Andreu Genestra, Béns d’Avall e Ca na Toneta.
- La maggior parte è fuori da Palma. Mangiare bene qui significa guidare, o farsi accompagnare.
Il due stelle
Voro si trova al Cap Vermell Grand Hotel, a Canyamel, sulla costa orientale dell’isola, e lo dirige lo chef Álvaro Salazar. Lavora con un unico menu degustazione —senza carta— di cucina moderna e creativa. È l’unico ristorante delle Isole Baleari con due stelle Michelin, e dunque la vetta gastronomica dell’arcipelago.
Se il viaggio ammette una sola grande prenotazione, è quella che lascia meno spazio alla discussione.
Le quattro stelle verdi
È la parte che più ci interessa, perché è dove l’alta cucina e il lusso tranquillo dicono la stessa cosa. La stella verde della guida non premia la tecnica ma l’impegno per la sostenibilità: prodotto di prossimità, stagione, gestione responsabile.
A Maiorca la hanno in quattro:
- Terrae, a Port de Pollença, che l’ha ottenuta nell’edizione 2026.
- Andreu Genestra, a Llucmajor.
- Béns d’Avall, a Sóller, con la Tramuntana che cade in mare davanti.
- Ca na Toneta, a Caimari, ai piedi della sierra.
Che tre delle quattro siano nei paesi e non nella capitale non è un caso: qui il prodotto sta nei campi, e la cucina che lo difende ha deciso di restargli vicino.
Palma, e il resto della mappa
Nella capitale ci sono Marc Fosh e DINS by Santi Taura, entrambi con una stella, a distanza di passeggiata nel centro storico. È l’opzione per chi non vuole uscire dalla città.
Fuori, la costellazione si distribuisce: Maca de Castro, a Port d’Alcúdia, a nord; e i nomi già citati di Canyamel, Caimari, Llucmajor, Sóller e Port de Pollença. Zaranda, Sa Clastra e Fusion 19 completano l’elenco dell’isola.
Come organizzarlo
- Prenoti con molto anticipo. Sono case piccole e diverse chiudono in bassa stagione.
- Calcoli il tragitto. Quasi nessuna è dietro l’angolo dell’albergo: se la cena è a Sóller o a Canyamel e lei dorme a Palma, in mezzo c’è una strada di montagna o mezza isola.
- Se intende bere a cena, risolva il ritorno prima di sedersi. È il momento in cui un transfer con autista smette di essere un lusso e diventa la scelta sensata.
- E se alloggia vicino alla sierra, guardi dove dorme il lusso tranquillo a Maiorca: diverse di queste tavole sono dentro o accanto a quelle case.
Il nostro parere
Ciò che rende interessante la mappa maiorchina non è il numero di stelle: è dove sono. Un’isola in cui la cucina migliore se n’è andata nei paesi, ai piedi della montagna e accanto al porto, invece di concentrarsi nella capitale, è un’isola in cui il prodotto comanda ancora.
Le quattro stelle verdi lo confermano. Se dovessimo scegliere un solo pasto, lo sceglieremmo fra loro.
Riconoscimenti della Guida Michelin 2026, verificati il 21 settembre 2026. Le stelle cambiano ogni anno e i ristoranti aprono e chiudono con la stagione: confermi il riconoscimento in vigore e la disponibilità sulla guida ufficiale e sul sito del ristorante prima di prenotare.