In un negozio di Palma, mezzo scaffale dice «di Maiorca». Solo una parte significa qualcosa dal punto di vista legale. La differenza tra un richiamo e una garanzia è un sigillo, e a Maiorca otto di questi sono veri.

Che cosa è protetto, con nome e cognome

Secondo l’elenco del Ministero dell’Agricoltura spagnolo, di Maiorca sono protetti:

  • Aceite de Mallorca (olio d’oliva) e Oliva de Mallorca, come Denominazione di Origine Protetta (DOP).
  • Almendra de Mallorca (mandorla) e Sobrasada de Mallorca, come Indicazione Geografica Protetta (IGP).
  • Nel vino, le DOP Binissalem e Pla i Llevant, e le IGP Mallorca e Serra de Tramuntana-Costa Nord.

Quest’ultima nomina proprio il territorio di cui parliamo: la fascia di montagna e costa dove la vite si coltiva a terrazze.

Che cosa significa ogni sigla

Una DOP esige che tutto il processo — materia prima, elaborazione e trasformazione — avvenga nella zona delimitata. Una IGP è un po’ meno rigida: basta che una di quelle fasi si svolga lì e che il prodotto debba la sua reputazione a quell’origine.

In altre parole: la DOP lega l’intero prodotto al luogo; la IGP lega il legame, non ogni passaggio. Nessuna delle due è un ornamento. Entrambe sono marchi di qualità registrati e protetti dall’Unione Europea.

Come comprare senza sbagliare

Cerca il sigillo sull’etichetta, non sull’insegna. L’insegna può dire «maiorchino»; il sigillo sta sulla confezione.

Diffida delle formule libere. «Stile maiorchino» o «ricetta di Maiorca» non sono denominazioni: sono letteratura.

Chiedi del consorzio di tutela. Ogni denominazione ha il suo e pubblica il proprio disciplinare. Se nessuno sa dirti sotto quale figura sta un prodotto, probabilmente non sta sotto nessuna.

Mangiare bene a Maiorca non significa spendere di più: significa sapere cosa compri. E in un posto il cui paesaggio è stato fatto per produrre — terrazze di ulivi, viti a gradoni —, quella conoscenza è anche un modo di guardare l’isola.