Poche cose così universali nascondono un’origine così contesa. La maionese — la salsa che oggi accompagna mezzo mondo — potrebbe portare, secondo la teoria più diffusa, il nome di una città minorchina: Maó. Da qui mahonesa, mahonnaise, mayonnaise. È una storia bella e molto ripetuta sull’isola, ma conviene raccontarla con onestà: nessuno ha dimostrato in modo inconfutabile dove sia nata questa salsa, e proprio quel mistero fa parte del suo fascino.

Ciò che è certo è che la versione minorchina ha forza, tradizione e argomenti. Qui la raccontiamo come merita: con orgoglio isolano, ma senza spacciare la leggenda per storia.

L’essenziale

  • La teoria più diffusa: la salsa proviene da Maó e i francesi la diffusero dopo la presa di Minorca nel 1756.
  • Chi la consolidò: il gastronomo Teodoro Bardají la difese e la rese popolare nel suo opuscolo “La salsa mahonesa” (1928).
  • Il dibattito: esistono teorie alternative (Bayonne, etimologie francesi); nessuna origine è dimostrata.
  • Cos’è davvero: un’emulsione di uovo e olio; nella sua versione più pura, senza altre aggiunte.
  • La sfumatura locale: a Minorca, la mahonesa tradizionale è associata all’all-i-oli e all’olio del territorio.

La teoria minorchina, passo dopo passo

Il racconto più diffuso si colloca nel 1756, durante la conquista francese di Minorca e l’assedio al castello di San Felipe, all’imboccatura del porto di Maó. Secondo questa versione, i francesi — si cita spesso la cerchia del duca di Richelieu — scoprirono sull’isola una salsa locale di uovo e olio, ne rimasero conquistati e la portarono in Francia, dove si diffuse come mahonnaise, “di Mahón”.

È una storia coerente con l’epoca e con l’andirivieni di truppe e cuochi, ma non è documentata in modo definitivo. L’attribuzione minorchina si consolidò, soprattutto, nel XX secolo, quando il cuoco e gastronomo aragonese Teodoro Bardají pubblicò nel 1928 un opuscolo intitolato “La salsa mahonesa”, difendendo con argomenti l’origine isolana. In altre parole: la versione minorchina è solida e molto amata, ma si affermò come tesi moderna, non come certezza del XVIII secolo.

Il porto naturale di Maó, uno dei più grandi del Mediterraneo, culla della salsa mahonesa secondo la tradizione.
Maó, il cui grande porto naturale dà il nome, secondo la teoria più diffusa, alla salsa. · Foto: Adobe Stock

E se non fosse di Maó? Le altre teorie

Qui bisogna essere onesti: ci sono altre ipotesi, tutte senza prova definitiva. Le riporta la letteratura gastronomica:

  • Bayonne (Francia): da bayonnaise, dalla città basco-francese.
  • “Moyeu”: dal francese antico per “tuorlo d’uovo”, proposta del cuoco Prosper Montagné.
  • “Magnonaise”: dal verbo manier/magner (sbattere, mescolare), attribuita a Marie-Antoine Carême intorno al 1815.
  • Mayenne o “Magnon”: toponimi francesi anch’essi proposti.

Come dato solido: la salsa non compare nei trattati di cucina francesi precedenti al 1756, e il primo riferimento scritto conosciuto del termine mayonnaise è del 1804, senza collegarla esplicitamente a Mahón. Conclusione onesta: l’origine resta in discussione, e la teoria minorchina è la più popolare in Spagna, ma non l’unica.

Cos’è, davvero, una buona maionese

Al di là dell’etimologia, la salsa ha una semplicità disarmante: uovo e olio, emulsionati con pazienza, con un punto di sale e, a piacere, qualche goccia di limone o aceto. Nient’altro. Questa purezza è proprio ciò che la imparenta con la cultura dell’olio e dell’all-i-oli del Mediterraneo, e ciò che spiega come su un’isola di buon prodotto potesse nascere — o almeno perfezionarsi — qualcosa di così perfetto.

La versione industriale che oggi riempie i supermercati è nipote lontana di quella salsa di mortaio. Quella vera, quella che si monta a mano con un buon olio, resta un’altra cosa: una piccola cerimonia.

Perché questa storia conta (anche se non è chiusa)

Che l’origine non sia dimostrata non toglie: aggiunge. Minorca è un’isola piccola che ha dato al mondo cose che la superano in dimensione — il formaggio Mahón-Menorca con DOP, il gin dell’isola ereditato dai britannici — e la maionese si inserisce in quel racconto di una terra che cucina semplice e bene. Rivendicarla con rigore, senza inventare, è il modo migliore di onorarla.

Il nostro criterio

La racconti per quello che è: la teoria più diffusa e più amata colloca la maionese a Maó, diffusa dai francesi dopo il 1756 e difesa nel XX secolo da Bardají; ma l’origine resta dibattuta e ci sono altre ipotesi. Quest’onestà non indebolisce la storia, la rende più interessante.

E se visita Maó, le renda un omaggio pratico: ordini qualcosa con una buona mahonesa fatta in casa, montata a mano e con olio di qualità. Assaggiata così, davanti al suo porto, la leggenda quasi diventa verità.